Museo civico Bari (3015)

Tipologia Enti

Denominazione di autorità

Denominazione
Museo civico Bari
Suffisso
OT

Natura giuridica

Qualifica
Pubblico - Ente di cultura, ricreativo, sportivo, turistico

Altri identificativi

Identificativo di origine

archimista4

Storia istituzionale

In occasione del primo centenario della fondazione del Borgo Murattiano, avvenuto nel 1913, il Comune di Bari decise di istituire una "Mostra storica del secolo XIX" con il compito di chiudere il ciclo delle celebrazioni. Nel mese di marzo dello stesso anno, l'Amministrazione Comunale nominò un Comitato di studiosi con il compito di raccogliere documenti, cimeli, oggetti di vestiario, monete, armi, ritratti, opuscoli rari, e quant'altro documentasse la vita della città e della sua popolazione durante il secolo precedente. La Mostra, inaugurata il 5 ottobre 1913 e chiusa il 30 novembre, ebbe molto successo tanto che l'Amministrazione comunale decise di renderla permanente: nel giugno 1917, incentivò l'iniziativa di fondare un Museo Storico quale Ente morale (lo diventerà nel 1925) in cui si raccolsero documenti e cimeli del Risorgimento nazionale e della Guerra mondiale in atto. L'Esposizione di Guerra fu inaugurata il 26 gennaio 1919 in alcuni saloni del Teatro Margherita, ove vi rimase sino al 1943, data in cui gli alleati requisirono i luoghi. Di conseguenza quindi, il materiale esposto già oggetto di danni, fu trasferito rapidamente negli scantinanti del Castello Svevo ove restò fino agli anni Cinquanta. Nel 1953 il museo fu riaperto al pubblico in alcuni locali, messi a disposizione dal comune nel 1950, in Largo Urbano II n. 2, posti tra l'ex scuola Industriale Umberto I e la muraglia, nei pressi della basilica nicolaiana. Questa collocazione, che doveva ritenersi provvisoria, in attesa di una sede definitiva, durò per più di vent'anni. La struttura si rivelò inadatta agli scopi del Museo e ben presto anche oggetto di crolli e precarie condizioni statiche, causando anche periodi di inattività (ad esempio dal 1961 al 1967). Il Consiglio di amministrazione, sfiduciato dall' impossibità di proseguire la propria opera, manifestò, nella seduta del 17 settembre 1975, la volontà di donare l'istituto al comune della città, che aderì in via di massima, riservando alla Regione Puglia il definitivo consenso, ai sensi del D. P. R. 14/1/76, n.3 in materia di musei non statali. Con il decreto del Presidente della Giunta regionale n. 1575 del 28 luglio 1976 il Museo storico quale ente morale venne soppresso e il patrimonio devoluto al Comune di Bari e istituito quindi il Museo storico civico. Per cercare di risolvere definitivamente il problema della sede, il Comune si rivolse all'Intendenza di Finanza per ottenere un immobile in cui destinare i beni, ottenendo un edificio collocato nei pressi delle strade Colagualano e Boccapianola, contrassegnato dal numero 49: i lavori di restauro, cominciati nel 1971, furono estremamente lunghi e complessi, sicché i locali di Largo Urbano II rimasero ancora oggetto di furti. Di conseguenza, l'Amministrazione fu costretta a trasferire (tra il 1978 e il 1979) il patrimonio nell'area sud dell'edificio già restaurata e consegnata. L'edificio che ospita il Museo dal 1910 è sottoposto a vincolo ai sensi della legge del 20 giugno 1909 n. 364 e poi ai sensi della legge del 1 giugno 1913 n. 1039.

Patrimonio

Il patrimonio del Museo civico della città metropolitana di Bari è assai vasto ed eterogeneo: in particolare, comprende le caricature di Menotti Bianchi (datate post 1863) che riflettono, con graffiante ironia, spaccati della vita politica di Bari e nazionale; raccoglie gli archivi fotografici di Liborio Antonelli Matteucci (in particolare le vedute pugliesi) e di Adolfo Porry Pastorel (considerato il padre del fotogiornalismo italiano), le pergamene (datate alla seconda metà del XIV secolo) del fondo donato dalla famiglia Tanzi, il primo libro stampato a Bari ad opera di Gilberto Nehou, le matrici e il campionario utilizzati da Guglielmo Murari per la stampa delle carte da gioco durante la seconda metà del XIX secolo. Conserva inoltre armi, divise e reperti vari del periodo borbonico, della Guardia Nazione e dei soldati partecipanti alla Prima guerra mondiale. Il Museo ospita anche la Biblioteca del Museo civico che fa parte di Colibrì (rete delle Biblioteche di Bari) comprende il fondo sala lettura e Biblioteca storica, le donazioni di Gianrico e Francesco Carofiglio, di Simone e Maria Carella.

Orari e indicazioni per l’accesso ai fondi

L'accesso ai fondi archivistici avviene tramite prenotazione ai seguenti indirizzi: * (+39) 080 5772362 * info@museocivicobari.it

Indirizzo

Strada Sagges, 13

Comune

Bari (BA)

Fondi

Inventario